Affluenza oltre ogni aspettativa al Circolo XXV Aprile di Firenze per la presentazione del documento “Salviamo il Pd”. Sala strapiena, capannelli di persone all’esterno, grande attenzione del pubblico al dibattito aperto da Francesco Tempestini e concluso dal Vice Presidente del Senato Vannino Chiti, arricchito dagli interventi del Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino; di Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato; del Vice Sindaco di Firenze, Dario Nardella; di Silvio Sircana; di Fabrizio Morri; di Andrea Orlando; del filosofo Michele Ciliberto, docente della Normale di Pisa e presidente INSR e di Manin Carabba, Presidente delle sezioni Riunite in Sede di Controllo della Corte dei Conti.
Presenti tra il pubblico anche il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini e il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi.

Pd: Documento ‘non allineati’, Creato nuovo partito non partito nuovo
Ore 16.28 – (Asca) – Firenze – Alla base del Pd pesano ‘le stigmate originali’ della costituzione di ‘un onorevole nuovo partito e non un partito nuovo’. E’ quanto si legge nel documento ‘Salviamo il Pd’ presentato oggi a Firenze e che ha tra i primi firmatari il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, Antonello Cabras, Anna Finocchiaro, Fabrizio Morri, Andrea Orlando, Silvio Sircana, Francesco Tempestini, Nicola Zingaretti.
‘A ben vedere – si rileva nel documento – pesano sull’impostazione congressuale le stigmate originali di una mancata reale fondazione di un partito nuovo. All’opposto di quel che si diceva, si e’ messo in piedi un onorevole nuovo partito e non un partito nuovo, che si e’ aggiunto a quelli preesistenti assorbendo risorse ma anche limiti, potenzialita’ ma anche, ormai di piu’, residualita’ in essi contenuti’.
A partire da queste basi, ‘lo stesso processo di costruzione di una leadership autorevole deve fare i conti con quei condizionamenti interni’ e se ‘non e’ in discussione la qualita’ delle persone’ senza ‘una soluzione di continuita’ che faccia implodere e disperda le appartenenze originali sulla base di un vero confronto politico, il nuovo non puo’ nascere’.
Dunque, ‘non e’ sufficiente la continua ridislocazione di medesimi gruppi da una parte e dall’altra degli schieramenti interni del partito’, perche’ questo e’ ‘il pluralismo della contrattazione dei gruppi’ che ‘uccide la politica e la leadership’. Serve quindi una ‘analisi critica dei vari nodi che il Pd ha oggi davanti’ intorno alla quale devono essere incanalate le ‘tante energie disponibili al rinnovamento’. E poi serve una riflessione sullo statuto perche’ ‘se uno statuto non e’ condiviso nel profondo non si va molto avanti’. Quanto poi alla struttura del partito, serve un ‘partito aperto’ in cui ‘tutte le cariche siano contendibili’, un partito ‘delle primarie’, un ‘vero partito federale’ perche’ ‘non si vince piu’ al nord con la fotocopia sbiadita di Roma’. E poi ‘dobbiamo evitare forzature inutili e consolidare la scelta dell’apertura del partito all’elettorato ma dobbiamo al contempo mettere in sintonia costruttiva leadership e militanti’. ‘Il Pd – si legge ancora nel documento – deve restare un partito degli iscritti e degli elettori facendo si’ che questo rapporto si traduca in un valore aggiunto e non in una contrapposizione’.

Pd: ‘Salviamo il Pd’, Finora c’e’ un nuovo partito ma non un partito nuovo
No a contrapposizioni tra elettori e iscritti

Ore 16.30 – (Adnkronos) – Firenze – ‘A ben vedere pesano sull’impostazione congressuale le stigmate originali di una mancata reale fondazione di un partito nuovo. All’opposto di quel che si diceva, si e’ messo in piedi un onorevole nuovo partito e non un partito nuovo, che si e’ aggiunto a quelli preesistenti assorbendo risorse ma anche limiti, potenzialita’, ma anche residualita’ in essi contenute’. E’ quanto si legge in un passaggio della relazione del gruppo ‘Salviamo il Pd’ che si riunisce da oggi a Firenze, e che vede tra i suoi promotori Vannino Chiti, Anna Finocchiaro, Antonello Cabras, Andrea Orlando, Silvio Sircana, Fabrizio Morri, Francesco Tempestini e Nicola Zingaretti, oltre a decine di dirigenti e rappresentanti delle istituzioni.
‘Lo stesso processo di costruzione di una leadership autorevole deve fare i conti con quei condizionamenti interni -prosegue il documento- Non e’ in discussione la qualita’ delle persone in campo, ma senza una soluzione di continuita’ che faccia implodere e disperda le appartenenze originali sulla base di un vero confronto politico, il nuovo non puo’ nascere. Non e’ sufficiente la continua ridislocazione di medesimi gruppi da una parte e dall’altra degli schieramenti interni del partito’.
‘Dobbiamo evitare forzature inutili -e’ la proposta dei promotori di ‘Salviamo il Pd’- e consolidare la scelta dell’apertura del partito all’elettorato, ma dobbiamo al contempo mettere in sintonia costruttiva leadership e militanti. Dobbiamo scegliere di dar vita ad un vero partito federale, non si vince piu’ al nord con la fotocopia sbiadita di Roma. Il Pd deve restare un partito degli iscritti e degli elettori, facendo si’ che questo rapporto si traduca in un valore aggiunto e non in una contrapposizione’.

Pd: Diversamente allineati, E’ mancata fondazione partito nuovo
Ore 16.39 – (Ansa) – Firenze – Pesano sul congresso del Pd ‘le stigmate originarie di una mancata reale fondazione di un Partito nuovo’. I ‘non allineati’, o come li definisce oggi Vannino Chiti ‘diversamente allineati’ del Pd, riuniti nel pomeriggio a Firenze, sono penetrati, con il loro documento, nel cuore del dibattito precongressuale. ‘All’opposto di quel che si diceva, si e’ messo in piedi un onorevole nuovo partito e non un Partito nuovo che si e’ aggiunto a quelli preesistenti’, scrivono nella relazione Antonello Cabras, Vannino Chiti, Anna Finocchiaro, Fabrizio Morri, Andrea Orlando, Silvio Sircana, Francesco Tempestini e Nicola Zingaretti.
‘Non e’ in discussione la qualita’ delle persone in campo – osservano nel documento – ma senza una soluzione di continuita’ che faccia implodere e disperda le appartenenze originali sulla base di un vero confronto politico, il nuovo non puo’ nascere’.
I ‘diversamente allineati’ sottolineano che l’obbiettivo e’ sempre quello di un partito nuovo che utilizzi ‘lo strumento delle primarie nella convinzione che rivolgendosi ad una platea piu’ vasta’ si possa ‘promuovere piu’ riformismo’. ‘Ma il ricorso agli elettori – sottolineano – puo’ dare questo risultato, solo se la leadership, che deve avere un carattere collettivo, ha il coraggio e la responsabilita’ di scendere in campo mettendosi davvero in discussione. E’ questo che vorremmo che emergesse con chiarezza nel corso del confronto congressuale: un’assunzione di responsabilita’ netta perche’ si torni alla politica, e quindi alle differenze, alla dialettica che la politica fisiologicamente genera’.

Pd: Chiti, Manca dibattito politico confronto sia su temi no su leader
Ore 17.12 – (Asca) – Firenze – Nel Pd c’e’ una ‘carenza di dibattito politico’ e invece il partito deve discutere delle ‘priorita” per il Paese, e non solo del nome del segretario. Lo ha detto Vannino Chiti, che oggi a Firenze partecipa alla presentazione del documento ‘Salviamo il Pd’, di cui e’ promotore.
‘Il progetto del Pd e’ di grande importanza per l’Italia’, ha detto Chiti, rilevando pero’ che ‘bisogna dargli gambe e utilizzare le sue potenzialita”.
Il vicepresidente del Senato nota pero’ che ‘c’e’ una carenza di dibattito politico: non si puo’ solo discutere sul nome del segretario. Bisogna discutere sulle priorita’, cosa proponiamo al Paese sul Welfare, sulla scuola, sull’occupazione, sulla crisi morale e civile che l’Italia sta vivendo. E’ questo il contributo che noi vogliamo dare – afferma ancora, a proposito del documento presentato oggi a Firenze – e vorremmo che da parte di tutto il Partito ci fosse un maggiore sforzo su questi temi al di la’ di regole congressuali che secondo me non vanno e devono essere cambiate’.
Quanto a un eventuale confronto fra i tre candidati alla segreteria, Chiti spiega che ‘mi interessa non tanto il confronto a tre quanto il confronto a 600 mila, mi interessa cioe’ che le persone che partecipano al congresso possano discutere di priorita’, di temi e dei punti che ci uniscono’.

Pd: Chiti, Discutere di priorita’ non su nome segretario
Ore 17.12 – (Ansa) – Firenze – ‘Il progetto del Pd e’ di grande importanza per l’Italia. Bisogna dargli gambe e utilizzare le sue potenzialita’. C’e’ una carenza di dibattito politico: non si puo’ solo discutere sul nome del segretario, bisogna discutere delle priorita’, di cosa proponiamo al Paese sul welfare, sulla scuola, sull’occupazione, sulla crisi morale e civile che l’Italia sta vivendo’. Lo ha detto il vicepresidente del Senato Vannino Chiti spiegando la posizione contenuta nel documento ‘Salviamo il Pd’ che oggi viene discusso a Firenze.
‘E’ questo – ha aggiunto Chiti – il contributo che noi vogliamo dare e vorremmo che da parte di tutto il partito ci fosse un maggiore sforzo, al di la’ di regole congressuali che secondo me non vanno e che devono essere cambiate’.
A chi gli chiedeva un giudizio sul dibattito tra i tre candidati segretari sollecitato da Ignazio Marino, Chiti ha replicato: ‘A me interessa non tanto il confronto a tre – ha detto – quanto il confronto a 600.000. Mi interessa che le persone che partecipano al congresso possano discutere di priorita’, di temi e dei punti che ci uniscono’.
 
Apc-Pd/Chiti: Dibattito politico carente, regole congresso cambino
“Confronto a tre fra candidati? Confronto è a 600mila”

Ore 17.16 – (Apcom) – Firenze – Il dibattito politico interno al Partito Democratico è carente: lo sostiene Vannino Chiti, vicepresidente del Senato, oggi a Firenze per la presentazione del documento ‘Salviamo il Pd’ di cui è tra i firmatari. “Il progetto del Pd è di grande importanza per l’Italia – ha detto – bisogna dargli gambe, e utilizzare le sue potenzialità. C’è una carenza di dibattito politico: non si puó discutere solo sul nome del segretario. Bisogna discutere sulle priorità, cosa proponiamo al Paese sul welfare, sulla scuola, sull’occupazione, sulla crisi morale e civile che l’Italia sta vivendo. E’ questo il contributo che noi vogliamo dare. Vorremmo che da parte di tutto il partito ci fosse un maggiore sforzo su questi temi, al di là di regole congressuali che secondo me non vanno e devono essere cambiate”.
Chiti è parso scettico sull’idea di confronto televisivo fra i tre candidati alla segreteria del partito, Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino, proposta avanzata ripetutamente da quest’ultimo: “Non mi interessa tanto il confronto a tre – ha detto – quanto il confronto a 600mila. Mi interessa che le persone che partecipano al congresso possano discutere di priorità, di temi e di punti che ci uniscono”.

Pd: Chiti su Congresso, C’e’ carenza di dibattito politico
Parlare di programmi, non solo del nome del segretario
Ore 17.17 – (Adnkronos) – Firenze – “Il progetto del Pd e’ di grande importanza per l’Italia, bisogna dargli gambe e utilizzare le sue potenzialita’”, ma in vista del congresso “c’e’ una carenza di dibattito politico, non si puo’ solo discutere del nome del segretario”. Lo ha detto il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, a margine dell’incontro ‘Salviamo il Pd’, in corso alla Casa del popolo 25 aprile di Firenze.
“Bisogna discutere delle priorita’ -sostiene Chiti- di cosa proponiamo al paese sul welfare, sulla scuola, sull’occupazione, sulla crisi morale e civile che l’Italia sta vivendo: e’ questo il contributo che noi vogliamo dare. E vorremmo che da parte di tutto il partito ci fosse un maggiore sforzo, al di la’ di regole congressuali che secondo me non vanno e che devono essere cambiate”.
Ai giornalisti che gli domandavano se sia favorevole ad un confronto a tre tra i candidati alla segreteria del Pd, “a me -ha risposto Chiti- interessa non tanto il confronto a tre, quando il confronto a seicentomila. Mi interessa cioe’ che le persone che partecipano al congresso possano discutere di priorita’, di temi e dei punti che ci uniscono”.

Pd: Chiti, discutere di priorita’ prima che di nomi
Ore 18.23 – (Agi) – Firenze – “Non si puo’ solo discutere sul nome del segretario, bisogna discutere delle priorita’, di cosa proponiamo al Paese sul welfare, sulla scuola, sull’occupazione, sulla crisi morale e civile che l’Italia sta vivendo’. A sostenerlo e’ stato il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, a margine dell’incontro ‘Salviamo il Pd’ ed illustrando la posizione discussa nel corso dell’iniziativa di oggi a Firenze.
“Il progetto del Pd – ha proseguito – e’ di grande importanza per l’Italia. Bisogna dargli gambe e utilizzare le sue potenzialita’. C’e’ una carenza di dibattito politico e questo e’ il contributo che noi vogliamo dare. Vorremmo – ha concluso Chiti – che da tutto il partito ci fosse un maggiore sforzo, al di la’ di regole congressuali che secondo me non vanno e che devono essere cambiate”.

Pd: Chiti, Discutere di priorita’ non solo nome segretario
Ore 18.24 – (Ansa) – Firenze – ‘Il progetto del Pd e’ di grande importanza per l’Italia. Bisogna dargli gambe e utilizzare le sue potenzialita’. C’e’ una carenza di dibattito politico: non si puo’ solo discutere sul nome del segretario, bisogna discutere delle priorita’, di cosa proponiamo al Paese sul welfare, sulla scuola, sull’occupazione, sulla crisi morale e civile che l’Italia sta vivendo’. Lo ha detto il vicepresidente del Senato Vannino Chiti spiegando la posizione contenuta nel documento ‘Salviamo il Pd’ che oggi viene discusso a Firenze.
‘E’ questo – ha aggiunto Chiti – il contributo che noi vogliamo dare e vorremmo che da parte di tutto il partito ci fosse un maggiore sforzo, al di la’ di regole congressuali che secondo me non vanno e che devono essere cambiate’.
A chi gli chiedeva un giudizio sul dibattito tra i tre candidati segretari sollecitato da Ignazio Marino, Chiti ha replicato: ‘A me interessa non tanto il confronto a tre – ha detto – quanto il confronto a 600.000. Mi interessa che le persone che partecipano al congresso possano discutere di priorita’, di temi e dei punti che ci uniscono’.
 
Regionali: Toscana; Chiti, A primarie pd con 1 solo candidato
Ore 19.31 – (Ansa) – Firenze – ‘Sarebbe auspicabile che il Pd esprimesse un solo candidato alle primarie di coalizione. Lo statuto ne consentirebbe di piu’ ma sarebbe meglio che il Pd si presentasse con un solo nome’. Lo ha detto, a margine dell’incontro ‘Salviamo il Pd’, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti rispondendo ad una domanda sulle primarie di coalizione per la scelta del candidato alle prossime elezioni regionali in Toscana.

Pd: Finocchiaro con Bersani, Ma non tutti i big scelgono/Ansa
Chiamparino e Chiti critici; Franceschini, non faro’ manutenzione
(di Cristina Ferrulli)

Ore 21.20 – (Ansa) – Firenze – La ‘conta’ nei circoli e’ gia’ partita ma non tutti i pesi massimi del Pd hanno scelto con chi schierarsi. Oggi il capogruppo al Senato Anna Finocchiaro ha rotto gli indugi, dopo aver espresso nei mesi scorsi dubbi sul meccanismo congressuale, e si e’ schierata con Pier Luigi Bersani. E se, dal canto suo, Dario Franceschini incassa l’appoggio del presidente della Vigilanza Rai Sergio Zavoli, resta critico il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che oggi con Vannino Chiti ha riunito a Firenze i ‘non allineati’ che al congresso faranno sentire la loro voce con un documento.
Mentre i candidati in giro per l’Italia descrivono la loro idea di partito, chi non si e’ schierato resta fermo sulle sue posizioni. A Firenze si ritrovano, tra gli altri, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, i fassiniani Fabrizio Morri e Antonello Cabras. E se Finocchiaro sceglie quella sede per fare outing, il candidato mancato del congresso, Sergio Chiamparino, che in tanti avrebbero voluto alla guida del Pd, mantiene le sue riserve. ‘Anziche’ confrontarci – sostiene il sindaco di Torino – noi ci contiamo, anziche’ discutere prevale la logica della conta. Per cui non ho gli elementi per fare una scelta. Se dovessi votare adesso, davanti a voi, voterei scheda bianca’. Non meno duro e’ il documento che in realta’ non pesera’ sugli equilibri congressuali non essendo una mozione.
Sul congresso, si afferma, pesano ‘le stigmate originarie di una mancata reale fondazione di un partito nuovo’ ma a questo punto ‘vorremmo che emergesse con chiarezza nel corso del confronto congressuale un’assunzione di responsabilita’ netta perche’ si torni alla politica, e quindi alle differenze, alla dialettica che la politica fisiologicamente genera’.
In realta’ i candidati sono convinti, ognuno per se’, di dire ‘parole chiare’ sulla propria visione di partito. ‘E’ ora di dire basta al politichese – ha ammonito oggi Franceschini – servono parole chiare come quelle che io ho detto quando mi hanno chiesto che ne pensavo della candidatura a sindaco di Bassolino’. Puntura agli avversari congressuali ma anche annuncio di una linea in caso di vittoria: ‘Se faro’ il segretario non mi interessa fare la manutenzione. L’unica speranza per cambiare l’Italia sara’ nella nostra capacita’ di fare una battaglia lunga per cambiare il paese’. E, d’altra parte, ‘chiaro’ sulla sua visione del Pd sostiene di esserlo anche Pier Luigi Bersani, che ripetendo come un mantra la parola ‘sinistra’ ha incassato oggi il tifo del segretario Prc Paolo Ferrero.