Ore 16.58 – (ANSA) – Roma – ”L’ aver messo il ‘blocca processi’ all’interno di misure sulla sicurezza che non c’erano nel decreto quando e’ stato presentato al capo dello Stato e’ un fatto grave nel metodo e nel merito”. Vannino Chiti, vicepresidente del Senato ed esponente di spicco del Partito Democratico, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it ribadisce le critiche sull’ iniziativa del premier e propone una via d’uscita.
”Si ritiri questa norma che ha molti elementi di non costituzionalita’ e una volta ritirato quel provvedimento, sono favorevole – dice Chiti – affinche’ si affronti il discorso del Lodo Maccanico, ma con precise condizioni. Lo strumento deve essere una legge costituzionale e si deve tener conto della sentenza della Consulta quando fu varata la legge ordinaria che porta il nome di Lodo Schifani”.
”Inoltre – precisa Chiti – deve valere per un mandato soltanto e deve ovviamente interrompere il meccanismo di prescrizione. Discutiamo di una proposta che riguarda il presidente della Repubblica e il premier, per la durata del loro mandato, e affronta questioni che riguardano il ruolo dell’opposizione, chiunque sia in Parlamento, rispetto ad alcune prerogative e ad
alcuni strumenti”. ”Considerando il fatto che da 14 anni abbiamo leggi che hanno un’impronta di tipo maggioritario ma che si sono impiantate in un ordinamento e in un sistema di garanzie pensato per leggi proporzionali, sarebbe importante, serio e positivo – sostiene l’ex ministro delle Riforme – discutere per affrontare i problemi del Paese. Se cosi’ non sara’ allora ognuno si assumera’ le proprie responsabilita”’.