Esprimo la mia sincera partecipazione al dolore per la scomparsa di Michelangelo Antonioni, un grande intellettuale ed artista che attraverso il cinema ha offerto a noi italiani e a tutto il mondo la chiave di lettura degli aspetti più complessi e critici del Novecento.
Più di ogni altro Antonioni ha reso in poesia il momento della fissazione dell’immagine, grazie al suo talento e al suo rigore. Ha interpretato tutti i lati problematici della società moderna, dai risvolti sociali a quelli psicologici più nascosti, angosciati e misteriosi. Come artista e intellettuale ha espresso attraverso la cinepresa la sua disillusione verso le velleità dell’utopismo del Novecento senza tuttavia mai cancellare quel personalissimo sguardo aperto e fiducioso verso le potenzialità dei linguaggi artistici dell’uomo. Quelle potenzialità, nell’opera di Antonioni, sono intrise di realismo suggestione e simbolismo allo stesso tempo.
Con lui perdiamo, poco ore dopo la scomparsa dell’altro maestro del cinema Bergman, l’ultimo grande pittore del cinema del Novecento.
