Si’ a formula federativa ma nessuna divisione su guida partito
(Adnkronos) – Roma – ”Se noi pensiamo che la nostra gente si tenga insieme e trovi entusiasmo per il Partito democratico perche’ si fa la discussione soltanto sul leader, credo che rischiamo molto”. Vannino Chiti, deputato Ds e ministro per i Rapporti con il Parlamento, non crede che il voto amministrativo incidera’ negativamente sul Pd, condivide l’idea lanciata da Romano Prodi di ”un partito di tipo federativo”, ma avverte gli alleati: ”Serve unita”’, nessuna divisione sulla leadership altrimenti si rischia grosso. Per l’esponente della Quercia, tra i punti da chiarire subito, c’e’ proprio quello della scelta del ‘conducator’ del nuovo soggetto politico unitario del centrosinistra. In particolare, bisogna decidere ”se il leader del Pd e’ anche il candidato premier”, sul modello della maggior parte dei paesi europei.
”Sono d’accordo con la sottolineatura fatta dal presidente del Consiglio -dice Chiti all’ADNKRONOS- Deve essere un partito costruito su base federativa, che trovi la sua unita’ a partire dalle articolazioni sul territorio. Naturalmente, ora c’e’ bisogno di quello che io chiamo il programma fondamentale. Dobbiamo stabilire quali sono i valori, il progetto di societa’ di questo nuovo soggetto, le forme di organizzazione Va bene questa organizzazione territoriale di tipo federativo”.
Non dimentichiamo, pero’, precisa, ”le regole di partecipazione dei cittadini. Non basta dire, infatti, come si elegge l’Assemblea costituente. Bisogna darsi delle regole che poi siano permanenti nella vita del partito”.
Ci vuole subito un leader? ”Ho sempre trovato la questione del leader una discussione scarsamente appassionante e convincente -replica Chiti, che precisa: ”Quello che deve essere messo al centro dell’attenzione, ripeto, e’ altro. Dobbiamo capire che cosa e’ il Partito democratico, qual e’ il suo programma fondamentale, quali sono i suoi valori di riferimento, l’idea dell’Italia e l’idea dell’Italia in Europa. Dobbiamo decidere quali sono le risposte che da’ ai temi innovativi che oggi caratterizzano l’essere una forza progressista e riformista. Cito tra gli altri come esempio, il tema ambientale”.
E ancora: ”Bisogna decidere insieme quali sono i modi di organizzarsi e di vivere di questo partito. Quali sono le sue alleanze internazionali. E’ sulla base di questo -sottolinea il ministro- che si stabiliscono il leader e i gruppi dirigenti. E soprattutto, prima di procedere in questa direzione, bisogna che sia chiaro se il leader del Pd e’ anche, come avviene nella gran parte dei paesi europei, quello che e’ candidato alla presidenza del Consiglio o invece no. Perche’ questa e’ una scelta dirimente. Allora, prima chiarirei questi di temi, e poi passerei al resto”, conclude.
