Nella campagna elettorale le tasse hanno un ruolo centrale: spesso purtroppo condito di confusione e cattiva propaganda. Berlusconi-Tremonti e la Lega, dopo aver portato l’Italia sull’orlo del baratro, aumentato la spesa pubblica e la pressione fiscale, promettono mirabolanti riduzioni di tasse. Il centrosinistra avanza proposte concrete per tenere insieme risanamento, sviluppo e sostegno ai cittadini a reddito medio-basso. Proponiamo una patrimoniale mirata sulle grandi ricchezze immobiliari. L’Imu è già una patrimoniale: va resa più progressiva, sterilizzandola per le prime case fino a 500 euro di aliquota, e chiedendo un contributo maggiore a chi detiene immobili con un valore catastale oltre 1,5 milioni. Per ridurre le tasse occorrono lo sviluppo e più fedeltà fiscale: in Italia è inferiore del 50% a quello dei principali paesi europei. Riportandola progressivamente a livelli ‘fisiologici’ potremmo disporre di qualche decina di miliardi per abbassare la pressione fiscale e finanziare i servizi essenziali. La proposta del Pd è di ridurre la prima aliquota dell’Irpef dal 23% al 20%.
In materia di evasione fiscale, è opportuno fare un po’ di chiarezza sul nuovo ‘redditometro’. Questo strumento è stato varato da Berlusconi e Tremonti nel 2010, dopo aver demolito le misure antievasione del governo Prodi. Il governo Monti lo ha solo reso operativo. Lo stesso Monti pochi giorni fa ha dichiarato che si trattava di «un’altra delle tante bombe a orologeria» messe da Berlusconi e Tremonti. Come al solito, i “due” nascondono la mano e sollevano polveroni ideologici.

Il redditometro può dare qualche risultato, ma non è risolutivo e così com’è desta diverse perplessità. È assurdo prendere in esame 100 voci di spesa delle famiglie, inserendo tra queste ad esempio generici riferimenti a quelle per il veterinario: le complessità volute sono spesso fonte di possibili arbitri. Si rischia di generare paura e di consentire ai veri evasori di farla franca strumentalizzando le preoccupazioni. La lotta all’evasione deve essere inflessibile, prevedere anche per i grandi evasori pene severissime, ma non si raggiungerà l’obiettivo senza costruire un rapporto di fiducia tra Stato e cittadini. Il Pd propone misure fondate non sull’accertamento “deduttivo” ma sull’incentivo alla fedeltà fiscale: limiti all’uso del contante, tracciabilità dei pagamenti, un migliore incrocio delle banche dati già disponibili. È la strada giusta.