«C’è accordo su sbarramento al 5% e collegi uninominali. E Bersani sarà il nostro candidato»

Vannino Chiti, vice presidente democratico (bersaniano) del Senato, è ottimista: a ottobre la riforma della legge elettorale si può approvare. Dà per scontato che sarà Bersani a vincere le primarie e a candidarsi premier di una coalizione dei progressisti, Pd più Sei, che si allea con i moderati di Casini. E la rivolta dei militanti contro questa alleanza? «È un equivoco: non vogliamo iscrivere Casini al centrosinistra e viceversa, ma si può costruire un’alleanza solida». E politica:basta con i governi tecnici.

Senatore Chiti l’intesa sulla legge elettorale è così vicina?
«Se le parole corrispondono ai comportamenti allora siamo vicini ad una intesa».

Su quali punti c’è consenso?
«Chi supera lo sbarramento del 5% va in Parlamento. Da perfezionare invece la possibilità che vi acceda anche una forza che raggiunga l’8% in tre o quattro regioni».

Sembra su misura per la Lega…
«Ci sono partiti territoriali da salvare, per trovare un equilibrio tra rappresentanza e stabilità».

Altri passi in avanti?
«I due terzi dei parlamentari eletti dai cittadini in collegi uninominali o in piccole circoscrizioni».

Sulle preferenze non c’è accordo…
«C’è un passo avanti verso le nostre posizioni».

Cioè i due terzi dei parlamentari verrebbero eletti in collegi uninominali?
«Diciamo il 60%, il 25% in piccole circoscrizioni con 3 o 4 candidati. Il 15% rimanente verrebbe assegnato con il premio di maggioranza».

Sul premio niente accordo…
«C’è più condivisione m effetti sul “come” viene dato: in quei collegi dove non c’è stato il vincitore».

E verrebbe assegnato al partito o alla coalizione che vince? Non c’è intesa su questo…
È un punto aperto: il Pd sostiene che debba andare ad una coalizione, ìlPdl al partito che vince. Noi diciamo il 15%, il Pdl è per il 10%».

È proprio sicuro che il Pdl si stia avvicinando alle vostre posizioni sui collegi uninominali?
«Sì, c’è un avvicinamento. Non si può dimenticare la degenerazione provocata dalle preferenze».

Ma se si opta per i collegi uninominali è ilpartito a scegliere il candidato non i cittadini…
«I cittadini possono scegliere tra i candidati dei vari partiti. Con lo sbarramento può entrare anche il secondo migliore».

Il presidente del Senato Schifani invita i partiti a fare la riforma in Parlamento, mentre il relatore Pd Bianco inviterà a Salina l’altro relatore della legge, Quagliariello del Pdl. Un incontro a due, davanti a una granita. Altro che intesa in Parlamento…
«L’intesa va trovata m Parlamento. C’è un comitato ristretto m cui si sono fatti passi in avanti. Granita o non granita, tutti i colloqui sono utili, ma le decisioni si prendono altrove…».

Dieci giorni fa il Pd ha minacciato la rottura della maggioranza dopo il blitz Pdl-Lega sul semipresidenzialismo…
«Io penso che la voglia del colpo di mano sia passata. A settembre la riforma si può votare in Senato e in ottobre alla Camera. Quel “sì” in Senato ad un mostro come il Senato federale non passerà alla Camera».

Quindi niente riforma costituzionale in questa legislatura…
«Sarebbe ancora possibile fare uno stralcio di legge costituzionale per ridurre del 20% i parlamentari e, con legge ordinaria, cambiare la natura dei partiti: da privatistica a giuridica».

La proposta di Vendola di allearsi con Pd e Udc è stata bocciata della base di tutti e tre i partiti…
«È un equivoco: Vendola non ha arruolato Casini nel centrosinistra. Noi diciamo che i progressisti si alleano con i moderati riformatori: sul programma si può costruire un’alleanza solida».

Con la riforma della legge a ottobre, elezioni nel 2013…
«Sì, elezioni nel 2013».

Ma non con un Monti-bis…
«Nel 2013 i cittadini sceglieranno una maggioranza di governo. Un governo politico. Monti è una risorsa del Paese ma lui stesso ha precisato che non si candiderà. Per noi il candidato premier è Bersani. Certo, faremo anche le primarie».

Vittorio De Benedictis