Peppino Impastato era un giornalista e attivista che a Cinisi, in provincia di Palermo, condusse una lunga battaglia contro la mafia, tanto più coraggiosa dal momento che si ribellava contro un nemico che aveva anche in casa: suo padre e altri parenti erano affiliati a Cosa nostra. Ha contrastato la violenza, la sopraffazione, l’arroganza della criminalità organizzata in un ambiente spesso ostile e omertoso. La notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978 venne ucciso da chi si sentiva danneggiato dalle sue denunce. Ma non ha combattuto invano: il suo impegno è stato un modello per tanti, siciliani e non, che credono nei valori della legalità e della giustizia. La prima forma di lotta alla mafie è la ribellione alla loro legge e alla loro forza che si fondano sull’intimidazione e sulla conquista del consenso sociale.
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