”Maurizio Martina ragiona sulle proposte relative al Senato dell’Ulivo nel 1996. Dovrebbe un attimo aggiornarsi e almeno ricordare, avendolo votato, che con l’Italicum il premier viene eletto dai cittadini, dispone alla Camera di maggioranze stabili. Le maggioranze di governo potranno eleggersi il presidente della Repubblica, condizionare non poco la scelta dei giudici della Corte Costituzionale. Mi trovi un solo documento dell’Ulivo che vada in questa direzione. Parlano dell’Ulivo quanti quotidianamente lo hanno sepolto nella politica del Pd. Lo stesso Renzi mesi fa aveva parlato di una necessita’ di ‘pesi e contrappesi’ nella riforma costituzionale. Vogliamo parlarne seriamente?”
E’ la replica del senatore Pd Vannino Chiti al ministro Maurizio Martina.
”Ci sono due strade a mio giudizio – aggiunge Chiti – per una riforma che superi, come tutti vogliamo, il bicameralismo paritario. L’elezione diretta dei senatori da parte dei cittadini in concomitanza con il voto per le Regioni. Cio’ comporta di modificare l’articolo 2 della riforma, altrimenti avremo quel Senato semi elettivo proposto sia da Quagliariello-Finocchiaro che da Martina-Pizzetti. Inutile girarci intorno: se all’articolo 2 resta l’elezione da parte dei Consigli regionali, i cittadini possono essere informati, forse consultati, ma l’ultima parola non sara’ la loro. Siccome e’ una fandonia dire che per superare il bicameralismo paritario bisogna togliere ai cittadini il diritto di scegliere i senatori, ripeto la mia domanda a Martina e amici: perche’ avete tanta paura del voto dei cittadini? Se non si vuole il Senato elettivo l’alternativa per un’intesa esiste: l’ho detto anche intervenendo nella commissione Affari costituzionali: si dia vita al Bundesrat, ma a quello vero, formato dai rappresentanti dei governi regionali, con voto unitario, con competenze e procedimento legislativo quali quelli esistenti nella Germania federale.
E tanto per restare alla Germania, ricordo che la legge elettorale con cui si elegge la loro Camera non e’ certo iper maggioritaria come l’Italicum”.
