“Dopo oltre 60 anni dalla sua approvazione, la Dichiarazione universale dei diritti umani e’ ancora inattuata in molte aree del mondo. In troppi Stati esiste ancora la pena di morte nonostante la moratoria che l’Italia ha contribuito a far approvare nel 2007. Quel voto e’ stato un importante passo avanti sulla strada dei diritti umani e in difesa del valore della vita. Principi per i quali il nostro Paese e’ da sempre in prima linea”.
Lo ha detto il vice presidente del Senato, Vannino Chiti, durante la seduta straordinaria del Senato in occasione dell’iniziativa che premiava gli studenti di sei istituti scolastici per il concorso ‘Testimoni dei diritti umani’.
“E’ necessario – ha proseguito Chiti – pensare alle emergenze provocate dalle guerre che devastano intere regioni nel mondo, e infrangono il diritto alla sicurezza. E a quanti esseri umani vedono cancellata la loro liberta’ di pensiero, coscienza e fede, di opinione, di espressione e di associazione. Sono diritti che anche la Costituzione italiana – essa pure nata nel 1948 – ha precorso, compreso e fatto suoi. Mi auguro che le giovani generazioni, le ragazze e i ragazzi come voi, si riconoscano a fondo in questi valori, continuino a portarli avanti, nel loro futuro, per estendere ovunque il rispetto dei diritti umani e costruire la pace dai quali essa e’ inseparabile”.