Le nuove sfide globali, il caso "Italia" e il ruolo del centrosinistra

Book Cover: La democrazia nel futuro
Edizioni:Copertina flessibile (Italiano) - Prima Edizione
Il nuovo libro di Vannino Chiti

 “La democrazia non è un approdo irreversibile, il destino scontato del progresso, l’esito del benessere economico. È una conquista che va continuamente rinsaldata, rinnovata, confermata”

 

Di fronte ai cambiamenti epocali in corso, il modello democratico tradizionale non regge più. I terrorismi, le spinte secessioniste, i flussi migratori, la precarietà del lavoro mettono in crisi le basi della civile convivenza, accrescendo a dismisura il potere del mercato. 
Nel nuovo libro La democrazia nel futuro (Edizioni Guerini), il Senatore della Repubblica Vannino Chiti richiama l’attenzione sul rischio concreto di derive estremiste e autoritarie in tutta Europa e invita ad imboccare la strada di quello che lui stesso definisce un “nuovo umanesimo” fondato sulla dignità di ogni persona, sull'ecologia, sulla non violenza, necessario per ricostruire un sistema istituzionale al passo con i tempi e una società avanzata.

 

LA SFIDA GLOBALE
Un’etica mondiale condivisa non si inventa in laboratorio: nasce dagli apporti delle culture e delle fedi religiose, dall’impegno della politica, dall’esperienza dei popoli.

Ciò di cui abbiamo bisogno è dunque un’epoca nuova, basata su una cittadinanza attiva e su principi di laicità, capace di saper mantenere unite le lotte e le iniziative per i diritti civili e politici e quelle per i diritti economico-sociali: una convivenza fondata sullo ius soli, il rispetto per chi abbia diverse tendenze sessuali, l’esistenza di differenti tipologie di famiglia, l’uguaglianza di genere. Insieme, la piena occupazione, un lavoro degno, la partecipazione alla vita e alle decisioni delle imprese, un welfare che promuova l’uguaglianza, un fisco fondato sulla progressività dei redditi.

 

I RITARDI DELL’ITALIA
Il tema centrale di questo libro è l’idea che il nostro tempo richieda democrazie federali sovranazionali. Gli Stati nazionali non per questo si dissolvono o diventano irrilevanti. Devono saper cambiare e rinnovarsi, ricostruendo equilibri, oggi assai spesso lacerati, tra rappresentanza e governabilità. 
La democrazia italiana in questo percorso di trasformazione è rimasta indietro rispetto ai più grandi Paesi europei: Germania, Francia, Spagna, Regno Unito. Un ritardo che Vannino Chiti imputa a gravi errori dei partiti e alle scelte dei cittadini, in due successivi referendum.
Contro il berlusconismo e il populismo serve anche una riforma costituzionale. “Nella costituzione materiale che opprime e snatura la Carta fondamentale degli italiani, leggo un pericolo che espone il nostro Paese, più degli altri, agli attacchi di un populismo reazionario e pseudo sovranista” afferma Vannino Chiti nelle pagine in cui parla dell’Italia.
Il pericolo è che il non efficace funzionamento delle istituzioni della Repubblica non solo influenzi la nostra vita interna e le decisioni che riguardano la quotidianità, dal lavoro ai trasporti, dalla scuola ai servizi sanitari, ma anche il contributo che dall’Italia deve venire alla costruzione della democrazia sovranazionale europea e alla salvaguardia dei legittimi interessi nazionali. La stessa stabilità da realizzare nel Mediterraneo e la cooperazione da attuare con l’Africa richiedono, nelle politiche europee, una forte presenza italiana. 
L’Italia, per i ritardi che segnano il rinnovamento della sua democrazia, presenta alcune fragilità. Deve compiere passi più rapidi per poter contribuire, con le altre nazioni europee, a realizzare gli Stati Uniti d’Europa e affermare una dimensione globale dei diritti umani, i valori democratici nel villaggio planetario, che è il nostro mondo.

 

RUOLO DELLA SINISTRA
Il centrosinistra è chiamato dunque a rinnovarsi radicalmente, per diventare la casa dei riformisti progressisti e governare ponendo come priorità il superamento delle povertà, l'uguaglianza, i diritti fondamentali di ogni cittadino. 
“Veniamo da una lunga fase di egemonia, nel mondo occidentale, della destra neo-liberista, che ha aumentato le disuguaglianze, colpito le solidarietà, impoverito la democrazia. C’è ancora bisogno della sinistra, comunque voglia chiamarsi. […] Non è facile, ma è un nostro dovere ricostruire il campo del centrosinistra, una coalizione in cui siano presenti partiti, movimenti, associazioni civiche di sinistra e progressisti, che si proponga di governare il paese, ricollocandolo tra i protagonisti della costruzione di una democrazia sovranazionale europea. Al tempo stesso, un nuovo centrosinistra deve saper portare infine a compimento la riforma delle nostre istituzioni.” 

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